"FiloPolitica"

sabato, 28 febbraio 2009

Quelle strane coincidenze

Hanno iniziato con i Rom, con lo sgombero coatto dei campi abusivi, con la protervia securitaria elevata anche al di sopra dei diritti umani, con le folli idee di schedatura globale, anche per i bambini. Ma non c’è stata la barriera dell’opinione dei giusti che mi attendevo.

Poi hanno cominciato a prendersela con i fannulloni nella pubblica amministrazione, elevando a categoria alcuni cattivi comportamenti e facendovi rientrare tutti coloro che lavorano per conto dello Stato e delle sue articolazioni. Ed a molti non è dispiaciuto, anzi.

Si è poi proseguito colpendo gli insegnanti, ed in tanti si sono detti: “va bene, è giusto. Alla fine, poi, sarà un problema solo dei maestri e dei professori”.

Quando poi hanno cominciato a girare ipotesi, sempre più confermate, della volontà di limitare l’azione di magistrati e giornalisti, qualcuno ha cominciato a preoccuparsi; ma pochi. Per gli altri: “era ora che si ponesse un freno a questi presuntuosi togati o ai giornalisti che scrivono di tutto e tutti”.

E quando sono arrivate le ronde, non sono stati pochi quelli che vi hanno visto un freno serio al dilagare della delinquenza, un baluardo concreto contro “l’invasione incivile” delle nostre città. Infine si è attaccato il fondamento della contrattazione sindacale ed ora anche le modalità di esercizio del diritto allo sciopero, di fatto limitandole, per ora, ma credo solo momentaneamente, con riferimento solo al settore del trasporto pubblico. E sono pronto a scommettere che sono stati in molti quelli che hanno pensato: “finalmente, non se ne poteva più di questi che scioperano quando gli piace, costringendo il Paese a fermarsi”.

E ancora gli attacchi alla Costituzione, ai fondamenti della democrazia, al Parlamento ed alle funzioni della rappresentanza, sempre più ritenuti ostacoli e freni all’azione governista del leader. Anche qui, ho visto meno resistenza di quanta me ne aspettavo.

A tutti coloro che pensano che questa strada sia quella giusta, quella da percorrere per il bene del Paese, non offro giudizi di valore. Voglio solamente ricordare alcuni versi, che m’hanno guidato nello scrivere queste poche righe. Sono le parole di un grande drammaturgo e poeta tedesco, Bertolt Brecht.

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.


scritto da: olitarocco alle ore 07:40 | link | commenti (1)
categorie: politica, storia, libertà di espressione

Commenti
#1    28 Febbraio 2009 - 08:38
 
A me preoccupa e non poco la mentalità degli invasati italiani. Ogni cosa che dice o che fa il piduista agli italiani va bene. Io non so che cosa ci trovano di giusto in tutto questo. Ora c'è anche la questione del nucleare, che dicono ridurrebbe la dipendenza dell'Italia dagli altri Paesi. Ma Uranio ne abbiamo?
NO! Abbiamo in compenso SOLE e SILICIO, tanto che possiamo fabbricare e vendere pannelli solari e fotovoltaici.
Ma se gli italiani non lo vogliono capire, diventerò cittadino del Biafra.
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Nome: Rocco Olita
Sono nato a Stigliano (MT) il 3 luglio del 1977, e attualmente vivo a Roccavione, a pochi chilometri da Cuneo. Ho una laurea in Filosofia, conseguita a Bari nel 2000 e sono specializzato in scienze della comunicazione. Mi occupo di comunicazione per professione, di politica per passione e di filosofia perché non posso farne a meno. E proprio dalle mie passioni, vocazioni e professione nasce l'idea di questo blog: raccogliere, esprimere e, di conseguenza, comunicare, temi ed argomenti legati alla Filosofia ed alla Politica, con un occhio particolare, sotto quest'utlimo profilo, ai temi dell'economia e del lavoro.

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