"FiloPolitica"

sabato, 13 giugno 2009

Tanti candidati, nessun eletto. Ed in molti hanno scelto di non scegliere

Nessun eletto. Di nuovo. Il collegio di Stigliano, come cinque anni fa, non elegge nessun rappresentante all’interno del consiglio provinciale. Il motivo è facilmente intuibile: l’eccessiva frammentazione dei consensi fra i vari candidati. Un po’ il male comune a tutti quei piccoli e medi centri che hanno la caratteristica di formare, da soli, un collegio. Se manca in questi paesi una leadership forte e riconosciuta, attestata ad un partito o ad un candidato, è chiaro che i voti difficilmente si concentrano, determinando piccoli risultati per ognuno dei candidati.

E siccome si viene eletti all’interno delle liste in base alla cifra individuale, in percentuale, raccolta nel rispettivo collegio, il risultato è spesso scontato. Nei collegi che invece raggruppano più comuni questo fenomeno non è presente, perché sovente ogni comune all’interno del collegio esprime pochi candidati e su questi si concentra il voto. Ecco perché nei collegi con più comuni vengono eletti sempre dei consiglieri, a differenza di quanto a volte accade nei collegi composti da un solo centro.

A Stigliano, però, stavolta c’è in più un dato curioso. Sono stati tre gli assessori candidati, e due di loro, perché la sorte è ironica, hanno mancato l’obiettivo per un pugno di voti. Spesso si indica l’accordo fra le forze politiche come soluzione per eleggere un rappresentante. Cosa ovviamente difficile da ottenere. Ognuna vorrà il suo candidato, fa parte del gioco. Ma, mi chiedo: nemmeno all’interno di una stessa giunta comunale è possibile trovare un simile accordo?

Era necessario candidare, in pratica, l’intero esecutivo? Già, perché per fortuna che il collegio è uninominale, altrimenti il partito che esprime diversi assessori, forse, li avrebbe candidati tutti. Non era proprio possibile trovare una sintesi?

Immagino sia difficile, quasi impossibile, quando si è impegnati a livello di militanza o istituzionale, dire no al proprio partito politico circa una candidatura. Ma non si può dire “troviamo una sintesi con i partiti con cui dividiamo l’azione amministrativa”?

E poi mi viene da chiedere: ma è importante avere un rappresentante alla Provincia per un’amministrazione comunale? Perché, se la risposta è si, allora non capisco la frammentazione; diversamente, non comprendo perché un’amministrazione dovrebbe candidare i propri assessori.

Ed infine, perché i vari partiti hanno scelto di candidare i loro vertici istituzionali locali? Per mettere a valore in termini di consenso il lavoro da questi fatto nell’esecutivo? Se è così, i dati imporrebbero una riflessione: 4.760 elettori e solo mille quelli che sono andati a votare ed hanno scelto di dare la loro preferenza ad uno dei rappresentanti della giunta comunale. Non so leggere la politica, però mi pare poco. E poi, il partito di maggioranza assoluta nella giunta e nel consiglio caratterizzato da una paradossale maggioranza senza opposizione? Solo cinquecento e rotti voti?

Ma sarebbe facile continuare ancora questa analisi un po’ ironica. Il dato più serio, però, nel comune di Stigliano è ancora una volta quello dell’astensione o del voto non dato. Dei 4.760 aventi diritto solo 2.559 hanno espresso un voto valido. Ben 266 si sono pure presi la briga di andare ai seggi, ma hanno lasciato in bianco la scheda o l’hanno deliberatamente annullata: la quasi totalità delle nulle, infatti, non erano errori; erano schede scarabocchiate o con sopra frasi che andavano dall’ironico allo scurrile.

In quel non voto è da leggere la volontà di esprimere il proprio parere: non dando potere di rappresentanza attraverso la preferenza, ma sottraendo consenso con l’astensione. Un modo per dire “non in mio nome”: dai tanti residenti che ormai vivono fuori, e che non comprendono perché venire a votare una classe politica dalla quale non saranno nei fatti mai amministrati, o che spesso per gli errori della quale sono dovuti andar via, ai molti che semplicemente non sentono come “affar loro” quello che accade nelle urne. Certo, per chi fa politica è molto più comodo archiviare tali fenomeni sotto la voce “qualunquismo” invece che indagarne le cause ed analizzarne gli effetti.

Infine un ultimo dato: gli elettori cinque anni fa erano 5.018, oggi solo 4.760. Interessa a qualcuno?


scritto da: olitarocco alle ore 15:09 | link | commenti
categorie: politica, libertà di espressione
venerdì, 12 giugno 2009

Da Stigliano nessun consigliere provinciale

Il primo dato che balza agli occhi dai risultati elettorali delle provinciali nel collegio di Stigliano è l’elezione dello stesso rappresentante nel consiglio di via Ridola di cinque anni fa: nessuno.

Almeno in prima battuta, infatti, il collegio di Stigliano non riesce ad esprimere un proprio rappresentante nella massima assise provinciale. Certo poi ci potrebbero essere evoluzioni diverse, dovute a dimissioni di consiglieri per l’incompatibilità con altre cariche, come potrebbe essere il caso degli assessori che andranno a comporre la nuova giunta provinciale, e conti di questo genere già si fanno fra i cittadini e negli ambienti della politica locale, ma siamo ancora nell’ambito del forse. Di sicuro c’è che nessuno è stato eletto il 6 e 7 giugno e questo è un dato un po’ pesante, specialmente in un comune amministrato dal centro sinistra ed in una situazione che vede la vittoria dello stesso centro sinistra.

Ma veniamo ai dati. 1.447 voti vanno a Stella, il 56,5 per cento, 344 a Ruggiero, il 13,4 per cento, 309 a Labriola, il 12 per cento, 218 a Pinto, 8,5 per cento, 132 a D’Amelio, 5,15 per cento, 102 alla Mastrosimone, 3,98 per cento, e soli 7 voti per Martino. Questo per quanto riguarda i candidati presidenti e le coalizioni.

Nel dettaglio dei vari partiti e candidati, il più suffragato è stato Antonio Barisano del Pd, con 515 voti, seguito da Rocco Simone dell’Udc, 344 le preferenze raccolte, Giosué Ferruzzi dei Popolari Uniti, 323 voti, Giovanni Pasciucco del Pdl, con 240 preferenze, Leonardo Digilio, de La Grande Lucania, 215 voti, e Francesco Mandile, lista Pdci/Prc, con 201 voti. Sotto le 200 preferenze troviamo Giovanni Capalbi, Partito Socialista, che ne ha raccolte 193, ed a seguire  Domenico Laurenza, Mpa, con 132 voti, ed Anna Vinelli, per l’Alleanza Democratici di Centro, con 102 preferenze. Sotto i cento voti, infine, si posizionano Salvatore Santamorena, Idv, con 92, Maddalena Berardi, Sinistra per la Basilicata, con 62, Francesco De Noia, Lista Stella, con 34, Giuliano Colucci, per l’Mpi della Santanché, con 19, Vincenzo Buonfiglio, La Destra/Fiamma Tricolore, con 17, Nicola Deruggiero, Udeur, con 15, Vincenzo Di Trani dei Verdi e Giuseppe Di Lecce dei Popolari Liberali, entrambi con 7 voti e Maddalena Papangelo, Uci, che ha raccolto 6 preferenze.

Il centro sinistra si conferma la coalizione più forte, anche se ben lontana dal 71 per cento di cinque anni fa. Ed i tre assessori comunali candidati, Barisano, Capalbi e Ferruzzi, sono fra i primi sette più votati, anche se raccolgono insieme poco più di mille voti. Importante il risultato dell’Udc, secondo partito subito dopo la supercorazzata, almeno sulla carta, Pd. Buono il riscontro dei Popolari Uniti,  di poco inferiore a quello di cinque anni fa, allora Udeur, sebbene lontano dai 619 voti conquistati dai quattro consiglieri alla comunali 2007. Buono anche il risultato del Partito Socialista, sostanzialmente in linea con i voti delle provinciali scorse, all’epoca Sdi, e migliore del dato comunale 2007, così come quello della lista Pdci/Prc. Da segnalare anche il risultato de La Grande Lucania, dove forse può aver giocato positivamente pure la candidatura a presidente di uno stiglianese di nascita come Pinto.

Francamente non entusiasmante, sebbene primo nella competizione, il risultato del PD. Il partito del Sindaco, di tre assessori comunali su 6, con nove consiglieri comunali su 16 e con un assessore locale alla provincia si ferma a soli 515 voti. Cinque anni fa Ds e Margherita raccolsero insieme 1.000 voti, ed oltre 1.300 ne conquistarono i consiglieri comunali ora Pd nella competizione del 2007.  

Infine un ultima considerazione. Come altre volte il primo partito a Stigliano si conferma quello di coloro che scelgono di non scegliere. Su 4.760 elettori solo 2.825 si sono recati alle urne e di questi solo 2.559 hanno espresso un voto valido. Un dato che sicuramente vorrà pur dire qualcosa ed un fenomeno sempre in crescita negli ultimi anni che merita attenzione. Non basta e, credo, sia completamente fuorviante archiviarlo con superficiali e comodi giudizi che spesso tendono ad identificarlo come semplice “qualunquismo”.


scritto da: olitarocco alle ore 17:36 | link | commenti
categorie: politica

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Chi sono

Utente: olitarocco
Nome: Rocco Olita
Sono nato a Stigliano (MT) il 3 luglio del 1977, e attualmente vivo a Roccavione, a pochi chilometri da Cuneo. Ho una laurea in Filosofia, conseguita a Bari nel 2000 e sono specializzato in scienze della comunicazione. Mi occupo di comunicazione per professione, di politica per passione e di filosofia perché non posso farne a meno. E proprio dalle mie passioni, vocazioni e professione nasce l'idea di questo blog: raccogliere, esprimere e, di conseguenza, comunicare, temi ed argomenti legati alla Filosofia ed alla Politica, con un occhio particolare, sotto quest'utlimo profilo, ai temi dell'economia e del lavoro.

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